Ristorazione e formazione: il binomio del successo

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Intervista allo Chef Domenico Di Tondo

Che il settore della ristorazione sia stato uno dei più colpiti da questi lunghi mesi di pandemia e chiusure lo sappiamo bene e lo sanno bene soprattutto chi progetta, investe e gestisce attività ristorative.

Tra di loro c’è l’Executive Chef Domenico Di Tondo che in questo periodo si è formato e ha messo basi solide per lanciare la sua nuova idea imprenditoriale. Un progetto ambizioso il suo – che ha origine dalle aule del Master Restaurant Innovation & Management che ha frequentato – e che è stato inaugurato proprio in questo momento di grandi ripartenze e cambiamenti per il settore, dove le competenze manageriali acquisite fanno sicuramente la differenza.

Con lui abbiamo fatto due chiacchiere per farci raccontare il suo progetto.

Sappiamo che hai da poco inaugurato una nuova attività ristorativa. Come è nata questa tua nuova idea imprenditoriale?

L’idea imprenditoriale è nata dopo aver frequentato il Master Restaurant Innovation & Management, per mettere in pratica le nozioni apprese durante le lezioni e per lanciare a me stesso un guanto di sfida.

Terradimare” è la mia sfida inebriante, il grande progetto che accarezzavo già da tempo. Nonostante il pessimo periodo in cui ci troviamo, non ho mollato la presa. Ho trovato il coraggio, lasciandomi le paure e le insicurezze alle spalle. Terradimare è la sintesi delle due anime culinarie che generano i miei piatti: la terra e il mare. Un’alchimia perfetta, inseguita negli anni della mia formazione e che mi riconduce alle mie origini, in particolar modo ai miei nonni, l’uno legato alla terra e l’altro al mare. Il mio menu è storia e tradizione della migliore cucina mediterranea, con ingredienti e ricette di grande selezione.

Da Chef quale sei, perché hai scelto di formarti con il Master in management della ristorazione?

La scelta di formarmi al Master è nata dalla voglia di aggiornarmi e di imparare a gestire un’impresa ristorativa sfruttando l’affiancamento a diversi professionisti che operano nel settore della ristorazione e del food & beverage. La ragione è semplice: ho deciso di investire nel mio futuro, di emergere nel mercato del lavoro e di perseguire il mio obiettivo. Chiamarlo obiettivo, e non sogno, non è una scelta casuale. Un obiettivo ha bisogno di impegno e coinvolgimento personale, perché finché sogniamo e basta non otterremo mai nulla. Non ho sognato, ho scelto il mio obiettivo e il Master è stato lo strumento giusto per raggiungerlo e tagliare questo primo traguardo.

Cosa ti ha restituito la formazione al Master?

Il Master Restaurant Innovation & Management mi ha dato la voglia di migliorarmi e di pensare alla ristorazione con una visione più moderna. Ho avuto l’opportunità, per me fondamentale, di unire le conoscenze teoriche alle abilità pratiche. Motivazione, non lasciarsi sfuggire le opportunità e acquisire le competenze necessarie per avviare la mia attività ristorativa: il Master è stato tutto questo per me. Un passaggio fondamentale per raggiungere il mio obiettivo e iniziare la mia nuova avventura professionale.

Quali sono i progetti futuri e qual è l’ambizione di questa nuova avventura?

L’ambizione, a oggi, è quella di gestire il ristorante in maniera efficiente senza creare stress tra i miei collaboratori, affinché tutti possano dare il massimo sentendosi stimolati sempre a migliorarsi. Non nascondo che sarebbe bello raggiungere traguardi importanti, come la tanto ambita Stella Michelin. Per quanto riguarda il futuro, ho un altro progetto in cantiere che penso si realizzerà nell’estate 2022. Per ora, però, non posso svelare nulla. Quel che è certo è che continuerò a lavorare e a realizzare i miei sogni con passione e dedizione.

Quali sono le lezioni del percorso di formazione che ricordi maggiormente e che ti hanno supportato nella creazione del tuo progetto professionale?

Le lezioni sono state tutte molto interessanti ma tra le più stimolanti ricordo quelle con Federico De Cesare Viola – Giornalista e Critico enogastronomico, Brand Ambassador e Direttore editoriale di Food and Wine Italia – e con Marco Bolasco – Direttore area Enogastronomica e Non Fiction di Giunti Editore – oltre alle lezioni in outdoor come la visita al Mercato Centrale di Firenze – con l’incontro con Umberto Montano, il Fondatore e ideatore del format ristorativo presente anche a Roma, Torino e Milano – e quella al Four Seasons, con la Masterclass dello Chef Vito Mollica che ci ha raccontato la sua professione, in particolare parlando di food cost e di quanto sia importante selezionare con cura le persone del proprio team.

A chi consiglieresti di frequentare il Master di Giunti e Treccani Academy?

Il Master Restaurant Innovation & Management lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco e che abbiano voglia di confrontarsi con professionisti del settore. Lo consiglierei anche a chi ha già un’impresa ristorativa perché di imparare e aggiornarsi non si finisce mai, soprattutto nel mercato di oggi. La ristorazione cambia, si evolve, e nessuno di noi può permettersi di restare indietro. Insomma, lo consiglierei a tutti coloro che hanno fatto o vogliono fare della ristorazione la propria vita.

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