Game Tourism: tra gioco e realtà.

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La gamification che muove economia e turismo.

Il videogioco è «il media del terzo millennio e un videogiocatore non è altro che un viaggiatore senza limiti spazio-temporali» afferma Fabio Viola autore di saggi e influente game designer, fondatore del collettivo internazionale TuoMuseo, docente universitario e membro della faculty di Giunti Academy.

Se ai tempi del Grand Tour, tra diciassettesimo e diciannovesimo secolo, l’immaginario collettivo conosceva scorci del nostro Belpaese ritratti in quadri o descritti nelle pagine dei diari di viaggio di intellettuali e artisti, oggi i turisti si innamorano e scelgono di visitare borghi e città d’arte anche attraverso l’esperienza videoludica.

Col tempo il turismo è diventato esperienziale e il settore si è arricchito e sviluppato offrendo suggestive occasioni di condivisione e conoscenza. Se il Grand Tour si snodava lungo itinerari con tappe predefinite e mappe puntuali, con il Game Tourism assistiamo al superamento spazio-temporale e viviamo una nuova forma di turismo, virtuale e reale al contempo, che spinge i giocatori da ogni parte del mondo a recarsi nei luoghi in cui i loro giochi preferiti sono stati ambientati.

Il concept di base parte dall’eredità raccolta dalla grande tradizione cinematografica che, scegliendo come set a cielo aperto Roma in film come La Dolce Vita, Vacanze Romane e La Grande Bellezza, ha fatto innamorare i turisti del nostro Paese. Così è successo anche alle cittadine di Volterra e Montepulciano grazie a film e libri ambientati nel territorio, dai più datati fino ai più recenti come Twilight. Un successo turistico che ha spinto Comune e tour operator a ridisegnare itinerari e tour ufficiali.

Questo effetto di ricaduta economica e turistica è stato ampliato a partire dagli anni 2000 da centinaia di videogiochi ambientati in Italia. Un esempio di turismo videoludico è Assassin’s Creed 2, videogioco realizzato dalla multinazionale Ubisoft che ha visto milioni di persone nel mondo compiere un viaggio virtuale nell’Italia rinascimentale, tra importanti luoghi italiani come San Marco, Palazzo Strozzi, il Colosseo o piccoli borghi come Monteriggioni in Toscana che a 10 anni dal lancio del videogioco conta ancora il 16% del flusso turistico proveniente dal gioco. Uno strumento straordinario di “audience development”: molti giocatori hanno effettuato tour reali nei luoghi visti videogiocando e il gioco si è tradotto in turismo reale.

Il caso emblematico di turismo videoludico italiano è sicuramente Father and Son, il primo videogame pubblicato da un museo per un pubblico mondiale, realizzato da TuoMuseo con il coordinamento di Fabio Viola e pubblicato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il prodotto è disponibile da aprile 2017 gratuitamente sugli stores digitali e, a 36 mesi dal lancio, è stato scaricato circa 4.5 milioni di volte da un pubblico internazionale con un’età media di 33 anni. Solo il 7% dei giocatori è italiano. Oltre ad ambientare il gioco in numerosi luoghi reali sparsi per Napoli con l’idea di generare un impatto turistico, Father and Son introduce per la prima volta una modalità “check-in” che consente ai giocatori che si recano fisicamente al Museo di Napoli di ottenere contenuti in-game aggiuntivi. Migliaia di persone hanno sbloccato questi contenuti certificando un impatto diretto tra videogioco e visita reale.

Spazi geografici e paesaggi digitali entreranno quindi sempre più in dialogo anche dopo l’epoca pandemica che viviamo. I videogiochi, con la loro progettazione basata sul coinvolgimento attivo dei pubblici, offrono una straordinaria lente attraverso cui guardare i mutamenti sociali, tecnologici ed economici delle nuove generazioni. Nella quotidianità in cui viviamo, connotata dal necessario distanziamento fisico e dalla difficoltà di viaggiare, la Gamification può far vivere al turista un viaggio virtuale in prima persona con la scelta di uno specifico itinerario raccontato attraverso la storia, la cultura, i monumenti e i cibi tipici di ogni luogo. L’esperienza di viaggio che si vive videogiocando tra le mura domestiche può fare da volano per future prenotazioni effettuabili quando si potrà tornare a viaggiare liberamente. L’adozione di strategie virtuali può concretamente aiutare il comparto turistico a fronteggiare l’attuale contrazione di flussi turistici e al contempo generare attrattività pro futuro anche tramite strumenti operativi di raccordo tra le case di produzione, le istituzioni locali ed il territorio.

Strumenti diversi per un unico obiettivo. Dietro il fisico o digitale ci sono persone sia nella fase di produzione che in quella di fruizione.

Tutto questo sta influenzando anche nuovi processi di innovazione urbana, culturale e sociale che passeranno anche attraverso un’infrastrutturazione ludica delle città nei prossimi anni. Un vero e proprio Piano Regolatore del Gioco in cui il gioco diventa motore attivo di innovazione, strumento di valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico delle città oltre a generatore di nuovi immaginari turistici. Ne è già un esempio la città di Alghero che ha lanciato un piano triennale partecipativo per rendere il gioco parte integrante delle politiche culturali e turistiche della città sarda.

“Oltre due miliardi e mezzo di giocatori nel mondo, di cui 15 milioni in Italia, anche in epoca pandemica hanno continuato a viaggiare, esplorare ed emozionarsi dando vita a forme inedite di turismo video ludico. Persone che, dopo aver esplorato ciberneticamente un territorio, decidono di visitarlo fisicamente creando un corto circuito virtuoso fisico e digitale. Sono sempre più gli spazi urbani che cooptano logiche e pratiche di design mutuate dal gioco concorrendo a posizionarsi come Playable Cities. Nuovi spazi di relazione tra residenti e turisti basati sull’idea di spettAttore e spettAUtore, turisti e residenti entrano in dialogo emotivo e partecipativo stratificando nuovi immaginari turistici e culturali. Che cos’è la gamification applicata al turismo? È un approccio che pone al centro la capacità di creare empatia e coinvolgimento tra i viaggiatori e i luoghi che visitano. Esperienze fisiche e digitali diventano due facce della stessa medaglia, un umanesimo digitale che plasma un cortocircuito virtuoso tra esperienza sul posto e le fasi pre e post-visita. Alla base c’è l’osservazione della capacità che i videogiochi hanno di immergere persone reali in mondi ed esperienze virtuali”.

Parole di Fabio Viola, designer di mondi videoludici che ha lavorato per aziende internazionali come Electronic Arts Mobile e Vivendi Games su titoli iconici come Fifa, The Sims, Harry Potter. Considerato uno dei più influenti gamification designer al mondo, ha fondato il collettivo internazionale TuoMuseo specializzato in operazioni di valorizzazione del patrimonio culturale e turistico attraverso i videogiochi. Tra le sue produzioni Father and Son per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli con oltre 4.5 milioni di download, A Life in Music per il Teatro Regio di Parma, e alcuni progetti del padiglione Aquila al Countless Cities Festival di Favara. È attualmente Game Designer per la Fondazione Alghero con il progetto pluriennale di infrastrutturazione ludica della città.

A cura di Fabio Viola sono previsti alcuni corsi di formazione con Giunti e Treccani Academy:

  • il Corso online La Gamification per la didattica rivolto a docenti, formatori e insegnanti interessati a portare nuove esperienze di apprendimento e innovazione didattica. La gamification è una tecnica sempre più utilizzata nel mondo della scuola di ogni ordine e grado perché oltre a stimolare la partecipazione e l’apprendimento degli studenti, attraverso il gioco è possibile potenziare la loro creatività, stimolarne il pensiero critico e sviluppare capacità di problem solving.
  • la Masterclass Destination Management 4.0 – Tra Playable Cities e Game Tourism: disegnare spazi umani e urbani coinvolgenti – che fornisce ai partecipanti gli strumenti per avere una visione chiara e operativa dei benefici derivanti dall’applicazione della Gamification al Turismo. Saranno esaminati i vantaggi che le strategie virtuali possono apportare al comparto turistico nel fronteggiare l’attuale contrazione di flussi turistici e al contempo saranno analizzate le tecniche necessarie per generare attrattività pro futuro anche tramite strumenti operativi di raccordo tra le case di produzione, le istituzioni locali ed il territorio.
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